L'uomo fu creato da Dio senza peccato, come essere morale e libero, quindi con potere di scelta. Tuttavia egli cadde per una trasgressione volontaria incorrendo così, non soltanto nella morte fisica, ma anche in quella spirituale, che è separazione da Dio. Per questa ragione, per riconciliarsi a Dio, l'uomo necessita della purificazione dal peccato che si ottiene solo mediante il ravvedimento che esprime l'aspetto umano della salvezza e al quale esortava Cristo con le parole: Ravvedetevi e credete nell'Evangelo. (Rif. Evangelo di Marco Cap.1 v.15)

Il ravvedimento non è un atto esteriore e formale che si collega a qualche rito particolare, ma è mutamento di mente e di cuore, sincero dolore per il peccato commesso con conseguente decisione di abbandonarlo per sempre. Questa decisione è accompagnata da fede attiva che Dio dona al credente che si dispone ad accettare Cristo come Signore e Salvatore della propria vita. Questa fede, o fiducia totale, nell'opera redentrice che Cristo ha compiuto sulla croce versando il Suo sangue e donando la Sua vita per il peccatore, non viene da noi ma è il dono di Dio. (Seconda Epistola di Pietro Cap.1 v.1)