NewsLetter N°10 inviata il 07 Luglio 2007

Chi sei?
Ed il Signore rispose: «IO sono Gesù»
(Rif. Atti degli Apostoli Cap.26 verso 15)

           Si tratta di una domanda più che naturale quando si è di fronte ad uno sconosciuto. Domanda a cui non sempre si risponde volentieri. In risposta ad essa, spesso, presentiamo al nostro interlocutore la nostra carta d'identità oppure il nostro curriculum vitae. Ma per quanto riguarda la nostra anima e la nostra posizione spirituale, nè la "carta d'identità", nè il "curriculum vitae" e neppure quello che facciamo definiscono chi siamo. Conta piuttosto "a chi apparteniamo ed a chi appartiene la nostra vita". Se non avete una relazione personale con Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, allora appartenete a questa terra che va incontro alla distruzione ed al giudizio annunciato dalla Parola di Dio. Obietterete che avete dei doveri legati al lavoro, oppure degli obblighi verso la famiglia. Certamente tutto questo è importante e lo è pure per Dio che ci ha provveduto un lavoro ed una famiglia. Ma nell'eternità che cosa rimarrà della nostra vita, per quanto legittime siano le nostre aspirazioni e le nostre attività? Quindi, per un buon "curriculum spirituale" l'essenziale è a chi apparteniamo.

           Poco importano la nostra posizione sociale, l'origine etnica, il grado d'istruzione o le scelte politiche! Gli uomini, in tal senso, fanno molte differenze, ma per Dio ci sono solo due classi di esseri umani: quelli "nati di nuovo" per la fede in Gesù Cristo" e quelli lontano da Lui che sono nati e basta. Sei tu nato o nata di nuovo? Tu allora potrai replicare: «Come può una persona nascere quando egli è già sulla terra? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?» Ma Gesù non si riferiva affatto alla nascita fisica bensi a quella nello spirito e per realizzare questa occorre "accettare" (con la bocca, con la mente e col cuore) Gesù come proprio personale Salvatore; Egli, sacrificando la Sua vita sulla croce, ci ha riscattato dal peccato, liberato dalla potenza del male e sottratto alla condanna eterna a cui tutti noi eravamo destinati. In conclusione, caro lettore, l'appartenere a Dio dipende solo da te, dalla tua decisione di cambiar modo di vivere interiormente ed esteriormente attraverso il ravvedimento ed il pentimento dei propri peccati, confessati direttamente al Signore. Questa tua decisione permetterà a Dio di rigenerarti, ovvero di farti "nascere di nuovo". Ecco la nuova nascita: morire al peccato e nascere alla gustizia. Solo quando avrai fatto questa scelta conoscerai la vera "pace di Dio", avrai la "speranza celeste" e finalmente potrai dire CHI SEI... cioè un cristiano.

La ReDaZiOnE
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