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Una fragile pecorella...
Mi chiamo
Sabato e desidero, spero in breve, raccontarvi il mio
incontro con Dio. Da piccolo ero molto timido ed introverso,
il mio unico mezzo di comunicazione era il disegno. La vita in
famiglia non era affatto facile: mia madre aveva un forte
esaurimento nervoso, mentre mio padre beveva cosi tanto, che
presto divenne alcolista. Col tempo mio padre si ammalò di cirrosi
epatica e morì a soli 54 anni. La morte di mio padre mi portò a
riflettere sul significato della vita. M’interessai sempre di più
alle cose di Dio, studiavo e ascoltavo qualsiasi cosa mi parlasse
del Signore. Dentro di me pregavo del continuo il Signore dicendo:
«Dio mio, fatti conoscere dalla mia vita e fammi conoscere un
gruppo che ti ami veramente, con cui possa servirti e seguirti».
Dopo un po'
incontrai dei credenti che mi parlarono di Gesù, prima con la loro
vita e poi con le loro parole. Sei mesi dopo quell’incontro, decisi
di partecipare ad un culto evangelico. Rimasi meravigliato e sorpreso
quasi da tutto, ma andai via con il fermo proposito di non ritornarci
più. Tuttavia dentro di me qualcosa mi spingeva a ritornare e così
dopo quel primo culto ci ritornai altre volte. Confrontavo sempre
tutto ciò che accadeva in quei culti, con quello che leggevo nella Bibbia.
Prima di andare, alla mia quarta riunione di culto, rivolsi al Signore una
breve preghiera: «Padre, se è questa la strada che Tu vuoi che io segua,
fammelo capire questa sera, facendomi fare l’esperienza della salvezza
descrittami da quei credenti. Se Tu non mi risponderai, io, in quella chiesa,
non ci ritornerò più, perché ho timore di sbagliare. Andai in chiesa e il
pastore predicò sul verso dove Gesù dice: «Le volpi hanno delle tane e gli
uccelli del cielo hanno dei nidi, ma il Figlio dell’uomo, non ha dove posare
il capo» (Rif. Evangelo di Matteo Cap.8 verso 20). Il messaggio diceva in
sintesi che servire Dio è bello ma non è cosa facile; la via del Signore era
stata preparata per quelli che fanno sul serio con Lui.
Dopo quel messaggio ci
fu un tempo per pregare e mentre tutti pregavano il pastore chiese che se
c’era qualcuno che voleva donare la propria vita a Gesù, invitò prima ad alzare
la mano e poi ad alzarsi in piedi. Anche se con molto imbarazzo, risposi a questo
appello, alzandomi. Ricordo che stavo li, con la mano alzata e gli occhi chiusi,
e con insistenza pregavo Dio dicendo: «Signore ti chiedo perdono di tutti i
miei peccati, credo che Tu sei morto sulla croce per me, ti riconosco come
il Signore della mia vita. Ti voglio seguire come mai non l’ho fatto finora;
voglio essere un tuo discepolo». Appena conclusi la mia breve supplica, sentii
la presenza dell’Eterno, iniziando dalla testa, invadere tutto il mio essere.
Non potendo contenere tutta quella gioia esplosi in un tributo di lode all’Altissimo.
Per la prima volta lodavo e ringraziavo Dio con tutto il mio cuore. Ecco l’inizio
della mia conversione. In seguito feci “patto col Signore” (il battesimo in acqua)
di volerLo amare e servire per tutta la mia esistenza. Ma vi era in me
un altro grande desiderio, ricevere il “dono” del battesimo nello Spirito
Santo. Dopo averlo chiesto per tre anni, finalmente ottenni la “potenza
dall’Alto”. Ricordo che stavo pregando e mi venne in mente questo verso
biblico: “Il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono”
(Rif. Evangelo di Matteo Cap.11 verso 12). In quell’istante la potenza
di Dio invase la mia vita ed iniziai a parlare in altre lingue come lo
Spirito mi dava da esprimermi (Rif. Atti degli Apostoli Cap.2 verso 4).
Dio è Fedele!
Sia mia sorella
che i miei tre fratelli si sposarono ed io rimasi solo con mia mamma
che, già da diversi anni, aveva iniziato a bere. Pure lei, come mio
padre, si ammalò di cirrosi epatica e poco dopo morì. Anche se
(umanamente) non trovo tutte le risposte, come quel cieco posso dire:
«…una cosa so, ero cieco ed ora ci vedo!» (Rif. Evangelo di Giovanni Cap.9
verso 25), Ringrazio perciò Dio per avermi guarito completamente dalla
cecità del peccato e confido in Lui che, avendo iniziato un'opera in me e
nella mia casa, certamente la condurrà a compimento fino al giorno di
Cristo Gesù (Rif. Epistola ai Filippesi Cap.1 verso 6). Anche tu, amico caro
che stai leggendo, permetti a Dio di operare nella tua vita. Chiedi perdono
della tua esistenza peccaminosa. Invoca Gesù che è disponibile da subito
ad entrare nella tua vita e a prendere il controllo di essa. Gesù vuole
perdonare tutti i tuoi peccati, anche se possono essere tanti, e fare
di te, una nuova creatura.
Sabato L.
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