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E' con grande piacere spirituale che faccio
partecipi voi lettori di Fontedivita.it, della mia testimonianza di conversione dal « mondo delle
tenebre a quello della luce ». Avevo quattordici anni e mezzo quando partii dalla Sicilia verso
la città di Bergamo, ove sarei andato a lavorare in fabbrica da alcuni zii. Dopo qualche mese
a causa di alcuni movimenti muscolari interni alla gamba destra, soprattutto zona polpaccio
e ginocchio, mia zia mi condusse presso l’ospedale di quella città per vedere di cosa si
trattasse. Ero oramai arrivato al punto di non riuscire più ne’ a riposare né a stare bene, quel
disturbo doloroso mi martoriava giorno e notte. Era come se qualcuno mi afferrasse il polpaccio
e lo stringeva con forza, lo tirava prima da una parte e poi dall’altra senza avere mai un senso
indicativo. Terminato il periodo di un mese di ricovero presso quell’ortopedia, dopo esami e
controlli giornalieri, fui dimesso senza sapere ancora di cosa si trattasse. Cosi deluso e
dolorante mi rassegnai convinto che dovevo convivere con quella situazione.
Durante la chiusura della fabbrica, in uno
dei periodi di vacanza in cui mi trovavo nella mia famiglia in Sicilia, mia madre mi parlò di un Gesù
che compiva miracoli e che se avessi avuto dei problemi potevo rivolgermi a Lui, proprio come
faceva lei da alcuni mesi. Noi come famiglia siamo sempre stati timorati di Dio e sapevamo bene che
Egli esisteva ma il nostro rapporto con Lui era molto tradizionalista in quanto cattolici romani. Fu
proprio in una di quelle notti insonne e dolorose che mi rivolsi a Cristo Gesù con queste parole:
«Io non so chi Tu sia esattamente, ti conosco per sentito dire, mia madre dice che Tu puoi guarirmi
ed io ho questo dolore che non mi lascia un’attimo; ora se Tu sei davvero quel Gesù che mia madre
dice, GUARISCIMI ED IO CREDERO' sempre che sei il vero Dio». Ebbene attesi qualche
minuto ma non accadde nulla. Intanto il dolore era sempre forte e così sfinito dalla stanchezza e dal
disturbo m'addormentai.
Durante quella notte mentre dormivo sentii una mano
che mi si era appoggiata proprio là dove avevo male e pian piano (accarezzando la mia pelle) risaliva
dal polpaccio al ginocchio. Di soprassalto mi svegliai pensando che c’èra qualcuno in stanza, ma constatai
che ero da solo e che il dolore alla mia gamba era sparito. La mattina dopo chiesi a mia madre: «Mamma,
ma per caso questa notte sei venuta in camera mia e, toccandomi il ginocchio, hai pregato per me?» Lei
rispose: «No, ma perchè mi dici questo?» Così le spiegai quello che era successo nella notte e lei mi
rispose: «Il Signore ti ha toccato!»
Con questo miracolo il Signore ha preparato il mio cuore
a riceverlo dentro me, perché dopo qualche tempo presi la Bibbia che mio papà mi aveva regalato e
cominciai a leggerla, comprendendo appieno quale era la mia posizione davanti a Dio. Lasciai ogni cosa
che la Parola di Dio mi indicava come peccato ed ancora oggi seguo il Signore come mio Maestro e
Salvatore.
Silvio
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