«CELEBRIAMO LA CENA DEL SIGNORE O SANTA CENA, SOTTO LE DUE SPECIE
DEL PANE E DEL VINO RAMMEMORANDO COSI LA MORTE DEL SIGNORE ED
ANNUNZIANDONE IL RITORNO. ESSA VIENE AMMINISTRATA A CHIUNQUE
SIA STATO BATTEZZATO SECONDO LE REGOLE DELL'EVANGELO E VIVA UNA
VITA DEGNA E SANTA DAVANTI A DIO ED ALLA SOCIETA'».
La Cena del Signore consiste negli elementi del pane e del vino, ed è l'espressione della nostra comunione col sangue e col corpo del nostro Signore Gesù Cristo (Prima Epistola ai Corinzi Cap.10 versi 16 e 17); un memoriale della Sua sofferenza e della Sua morte; un annuncio del Suo ritorno (Prima Epistola ai Corinzi Cap.11 verso 26); alla quale partecipano tutti i credenti battezzati in acqua, secondo le regole dell'Evangelo, e che testimoniano con una vita trasformata, la loro unione con Cristo. La transustanziazione, o cambiamento di sostanza del pane e del vino, non può essere provata con la Sacra Scrittura ed è contrastante con tutto l'insegnamento della stessa, nonché con la natura stessa dell'ordinamento lasciato dal Signore Gesù. Il Nuovo Testamento sottolinea la necessità di una partecipazione degna alla Cena del Signore richiedendo, da parte del credente, un'autoanalisi ed una ravvedimento da eventuali atteggiamenti errati nei confronti di Dio o del prossimo: "...Poichè chiunque mangerà il pane e berrà il calice indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue di Signore (Prima Epistola ai Corinti Cap.11 verso 27). Il ravvedimento implica la confessione privata e diretta a Dio; infatti, è esplicitamente affermato nelle Sacre Scritture: "...Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo il Giusto; Egli è la propiziazione dei nostri peccati" (Prima Epistola di Giovanni Cap.2 versi 1 e 2); "...poiché vi è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù, uomo" (Prima Epistola a Timoteo Cap.2 verso 5 ). |