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«CREDIAMO CHE SOLTANTO IL RAVVEDIMENTO E LA FEDE NEL PREZIOSO
SANGUE DI CRISTO, UNICO SOMMO SACERDOTE, SIANO INDISPENSABILI
PER LA PURIFICAZIONE DAL PECCATO».
Riferimenti biblici:
Epistola ai Romani Cap.3 versi 24 e 25
Fatti degli Apostoli Cap.2 verso 38
Prima Epistola di Pietro Cap.1 versi 18 e 19
Epistola agli Efesini Cap.2 verso 8
L'uomo fu creato da Dio senza peccato, come essere morale e libero, quindi
con potere di scelta. Tuttavia egli cadde per una trasgressione volontaria
incorrendo così, non soltanto nella morte fisica, ma anche in quella spirituale,
che è separazione da Dio. Per questa ragione, per riconciliarsi a Dio, l'uomo
necessita della purificazione dal peccato che si ottiene solo mediante il
ravvedimento che esprime l'aspetto umano della salvezza e al quale esortava
Cristo con le parole: «Ravvedetevi e credete nell'Evangelo!»
(Rif. Evangelo di Marco Cap.1 verso 15)
Il ravvedimento non è un atto esteriore e formale che si collega a qualche rito
particolare, ma è mutamento di mente e di cuore, sincero dolore per il peccato
commesso con conseguente decisione di abbandonarlo per sempre. Questa decisione
è accompagnata da fede attiva che Dio dona al credente che si dispone ad
accettare Cristo come Signore e Salvatore della propria vita. Questa fede,
o fiducia totale, nell'opera redentrice che Cristo ha compiuto sulla croce
versando il Suo sangue e donando la Sua vita per il peccatore, non viene
da noi ma è il dono di Dio.
(Rif. Seconda Epistola di Pietro Cap.1 verso 1)
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