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« Di chi è la colpa »
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L'umanità
assiste quasi ogni giorno a delitti atroci e nello stesso tempo assurdi.
Sono colpito dalla facilità e dalla efferatezza con le quali oggi si ammazzano le
persone pur essendo a volte parenti stretti quali padri, madri, fratelli. Soprattutto
quando i protagonisti sono i giovani. Si versano fiumi d'inchiostro, talk-show
televisivi condotti da presunti "esperti", dibattiti vari e tavole rotonde; tutto per
dare una spiegazione logica ad un fenomeno che sta assumendo proporzioni
spaventose.
Ci si
chiede: "Di chi è la colpa, della famiglia, della società, della scuola,
dello Stato o della religione?" Certo la "colpa" è sempre soggettiva!
Ma cosa pensare quando non si tratta più di un caso isolato, ma di
un fenomeno piuttosto diffuso che si estende a macchia d'olio?
Cosa facciamo, lasciamo tutto nelle mani degli "esperti", aspettiamo
che lo Stato o la religione facciano la loro parte? Al credente, come
fedele, in Cristo Gesù non resta che fare una sola cosa: parlare e
praticare l'amore di Gesù, il "grande" estromesso dalla società ma
che invece dovrebbe avere il primo posto proprio in una nazione che
si definisce "cristiana". Fino a quando si è lontani dagli insegnamenti
che il Signore Gesù ha dato all'umanità, un'umanità decaduta nel
peccato e senza via di scampo, fino a quando nella famiglia, nella
scuola, nella società, nella religione e nel cuore dell'uomo, Cristo
continuerà ad essere il "grande estromesso", allora non scandalizziamoci
più di tanto, quello infatti che i nostri occhi vedono, non è altro che il
prodotto spontaneo di ciò che si è seminato. Sta scritto nell'epistola
dell'apostolo Paolo ai Galati al capitolo 6 verso 7: «Non v'ingannate;
non ci si può beffare di Dio; perché quello che l'uomo avrà seminato,
quello pure mieterà».
Cari amici,
solo il Signore Gesù può risolvere tutti i problemi dell'uomo, in primo
luogo quello del peccato a livello personale; riconoscersi peccatori è un
atto di coraggio indispensabile che ogni individuo possa fare nei confronti
di Dio (Rif. Prima Epistola di Giovanni Cap.1 verso 9), conoscerLo
personalmente implica una vita guidata da Lui, impregnata del Suo amore,
dei suoi insegnamenti, che sono tutti a favore del prossimo, «poiché tutta
la legge è adempiuta in quest'unica parola: Ama il tuo prossimo come te
stesso» (Rif. Epistola ai Galati Cap.5 verso 14). Ora le opere della carne
(vale a dire ciò che le nostre azioni producono senza Dio) sono manifeste,
e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria,
inimicizia, discordia, gelosia, ira, contese, divisioni, sètte, invidie,
ubriachezze, omicidi, orge e altre simili cose circa le quali, come vi
ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di
Dio. Invece il frutto dello Spirito (ciò che produciamo stando vicino
a Dio) è: «amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c'è legge»
(Rif. Epistola ai Galati Cap.5 versi 22 e 23).
Di chi
è la colpa allora? Dai tu ora la risposta. Il Signore dice ancora
che: «Il cuore dell'uomo è ingannevole più di ogni altra cosa, e
insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? IO, il Signore che
investigo...» (Rif. Libro del profeta Geremia Cap.17 versi 9 e 10).
Ma cos'è allora che fa la differenza? Cosa dobbiamo fare per vivere
una vita che non abbia solo una "maschera"? Essendo un uomo di
fede vi aspettereste che proponga la religione (cattolica o protestante
che sia), come mezzo per vivere degnamente questa vita che Dio ci
ha dato. Ed invece vi sbagliate, niente di tutto questo. Anzi, molte
aberrazioni sono state commesse e si commettono in nome della
religione? Non ho nessuna intenzione di offrire soluzioni semplicistiche
e superficiali, ma vorrei incoraggiarvi a confidare nel nome e nella
persona più qualificata dell'universo: "Gesù Cristo, il Signore ed il
Salvatore".
La
Redazione
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