«Che cosa porterai via »
Un ricco possidente,
oramai ritirato dagli affari, aveva invitato un suo amico per fargli ammirare
la sua proprietà. Gli fece vedere la sua bella casa e il borgo vicino che
portava il nome dei suoi antenati. Indicò pure con la mano un immenso
bosco dichiarando: «Anche
quello mi appartiene!» Disse l'amico:
«E quei prati, e
quei campi arati che si estendono nella valle?»
«Sono pure miei!»
Disse con immensa soddisfazione.
«Li ho acquistati con
un accanito lavoro». A quel punto l'amico che era un credente
si volse verso di lui e disse:
«Dunque tu possiedi
grandi ricchezze sulla terra. Ma di tutto ciò cosa porterai via? Sei
consapevole che nel momento in cui Dio ti chiamerà per lasciare
questo mondo, di tutto quello che mi hai fatto vedere non potrai
prendere nulla con te?» L'uomo chinò il capo rammaricato.
Il credente proseguì dicendo:
«Però porterai via
qualcosa, il peso dei tuoi peccati. Ma Dio ti vuol liberare da questo
peso. Gesù è morto sulla croce proprio per questo motivo».
L'uomo ricco si mise a piangere. Ma su cosa piangeva? Sui suoi
peccati? Sulle sue ricchezze che avrebbe tosto dovuto lasciare?
Dio lo sa!
Quell'uomo
quattro mesi dopo moriva. Non aveva ovviamente potuto portare
con se nulla. Un detto ricorda giustamente che: «Le camicie
dei morti non hanno tasche». La vita è un viaggio, di cui solo
Dio misura la lunghezza. Non è sorprendente che tante persone
non si preoccupino neppure di pensare il dopo di questo
viaggio?
Uscito nudo
dal seno di sua madre, quel ricco possidente se n'è andato com'era
venuto al mondo e tutta quella fatica fatta per accumulare beni
materiali è risultata inutile perchè né ha potuto goderseli qui, sulla
terra, tanto meno ha potuto prendere da portare con sè nell'aldilà
(Rif Libro di Giobbe Cap.1 verso 21).
La
Redazione
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