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C'era una
volta un re che alla sua corte aveva un buffone e affascinato
dalla sua simpatica ed originale comicità, un giorno lo presentò
ai dignitari di corte con un bastone di comando dicendo:
«Prendi questo
scettro con te e me lo ridarai quando avrai trovato un uomo
più pazzo di te». Dopo un po' di tempo il re si ammalò
ed il buffone di corte andò a trovarlo e gli disse:
«Che cosa è
successo, Maestà?»
«Sono molto malato...»
disse il re «...penso che sto
per fare un lungo viaggio». «E
quando tornerai?» Domandò il buffone.
«Non tornerò mai» rispose il
re. «Ma almeno conosci il paese dove
stai andando?» «No, non lo
conosco». «E ti sei
preparato per questo viaggio?» «No,
non ho fatto alcun preparativo, non ci ho pensato...» disse il re.
Dopo una breve
e silenziosa pausa, il buffone di corte stese l'elegante scettro verso il
re e disse: «Maestà, mi
dicesti di tenere con me questo scettro fino a quando non avessi trovato
un uomo più pazzo di me. Ora tu dici che stai per fare un lungo
viaggio senza ritorno per un paese che non conosci e
senza aver fatto nessuna adeguata preparazione. Ecco, ti
restituisco lo scettro perchè ora so che ho trovato un uomo
più pazzo di me».
Caro lettore,
l'uomo cerca di non pensare che questa vita un giorno finirà. Ma,
indipendentemente dalla sua volontà, presto o tardi e nel momento
forse meno atteso, questa vita gli sarà tolta ed allora cosa sarà di
lui? Quando i giorni che gli sono stati assegnati saranno terminati,
cosa farà? Dove andrà? A cosa gli sarà servito aver fatto grandi
sforzi per vivere questa «vita da re» e non essersi minimamente
preoccupato della propria Eternità? E se quell'eternità che forse tu
consideri pura "fantasia" o addirittura "follia", fosse realtà? Che ne
sarà di te?
La Bibbia
afferma che: «Dio ha perfino messo nei cuori degli uomini il pensiero
dell'eternità, sebbene l'uomo non possa comprendere dal principio
alla fine l'opera che Dio ha fatta» (Rif. Libro dell'Ecclesiaste Cap.3
verso 11). Molte cose non ci sono note o chiare, ma istintivamente le
accettiamo come vere perchè è Dio che ce le ispira, cosi che possiamo
rivolgerci a Lui per il nostro bene eterno. Allo stesso modo avviene per
l'idea (e sovente il timore) dell'eternità; tutti possiamo concepirla, darle
un significato, capirla bene nella sua sostanza e veridicità, non tutti però
sappiamo affrontarla e fissarla con serenità e speranza, perchè essa
contiene in sé una caratteristica che non é umana, bensì ETERNA: la vita
dell'uomo, infatti, è breve e limitata, Dio è eterno!
Nessuno può accostarsi
alla sola "idea" di eternità, e dunque a Dio, se la sua mente limitata non scavalca
i confini della fredda razionalità e non vola sulle ali della fede, fede che proviene
dalla Parola di Dio, fonte di verità, che sussiste in eterno: «L'erba si secca, il
fiore appassisce, ma la Parola del nostro Dio dura per sempre» (Rif. Libro del
profeta Isaia Cap.40 verso 8).
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La
ReDaZiOnE
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