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Mi chiamo
Guido e al momento della stesura di questa mia testimonianza ho 51 anni.
Da circa ventotto anni ho accettato Gesù nel mio cuore e da ventisei anni sono
al Suo servizio attraverso l'insegnamento nella Scuola Domenicale. Voglio
testimoniare a tutti ciò che Gesù ha fatto recentemente nella mia vita. All'eta
di ventuno anni subii un'operazione al polmone per una pleurite saccata. In
quell'occasione, mi fecero una trasfusione con del sangue infetto che mi portò
l'epatite "C" con il genoma più pericoloso. Per circa vent'anni non mi sono accorto
di nulla (chi è nel campo sa che queste malattie sono silenti). Io e mia moglie, non
avendo figli, decidemmo di fare una richiesta di adozione e ci sottoponemmo a tutti
gli esami e i colloqui di routine. Fu in quell'occasione che scoprii di essere affetto
dal virus. Corsi naturalmente ai ripari e mi sottoposi ad una cura di interferone,
ma ormai la mia malattia era diventata cronica e la cura non ebbe successo.
Negli anni che seguirono
le cose peggiorarono, il ministero della Sanità mi diede una pensione e cominciai così
la mia vita da pensionato. Lo scorso anno mi iscrissi all'Istituto Biblico perchè desideravo
fare il secondo anno della scuola Biblica. Il primo anno lo avevo fatto ventidue anni prima.
All'inizio tutto andò bene, ma nei mesi successivi ebbi un'emorragia rettale. Dopo
aver fatto gli accertamenti del caso, i medici mi diagnosticarono un polipo tumorale al
colon e decisero di operarmi. Mentre attendevo di essere chiamato per il ricovero, una
notte andai in coma epatico e fui trasportato all'ospedale in camera di rianimazione.
Non ricordo nulla di quello che accadde. Durante le giornate di coma ebbi uno strano sogno:
ero in un luogo che non so descrivere e sentivo la forte presenza del Signore. Il mio
spirito gioiva e godevo di una gran pace. In questo luogo udii le voci di molti bambini, non riuscivo a vederli, ma sentivo che desideravano giocare con me, ma, mentre lo stavo facendo, fui letteralmente trasportato su un sentiero che scendeva a valle e, poco dopo, aprii gli
occhi. Pensavo di essermi svegliato nella mia camera da letto ma dopo essermi guardato
intorno, scoprii che quella non era casa mia poichè vidi la dottoressa che parlava con una
sua collega del mio caso. «Sicuramente» pensai «sto sognando e domani sarà tutto diverso!»
Con questo pensiero mi riaddormentai e il sonno era più dolce. Quando il mattino seguente
riaprii gli occhi, mi resi conto che non avevo sognato. Alcune infermiere mi stavano facendo
le cure che in genere si fanno in una sala di rianimazione e una di loro mi intimò di non
fare movimenti bruschi perché avrei rischiato di morire. Nel pomeriggio mia moglie venne
a trovarmi e per me fu una grande gioia poterla rivedere. Cercai di parlarle ma ero
ancora intubato e dalla mia gola uscivano solo strani ed incomprensibili suoni. Desideravo chiederle cosa fosse successo e perché mi trovavo in quel posto, ma per parlare dovetti aspettare il giorno successivo quando finalmente mi tolsero il tubo che avevo in gola. Fu
allora che mia moglie mi mise al corrente che al pronto soccorso i medici mi avevano dato
per spacciato e che i fratelli e le sorelle della chiesa stavano pregando intensamente per
me. Infatti la notizia del mio risveglio dal coma fece il giro di tutte le chiese d'Italia ed
anche all'estero.
Ad un fratello della mia comunità accadde un fatto alquanto strano e desidero raccontarlo con le sue stesse parole:
«In quel periodo avevo un grande peso nel mio cuore per via di quel famoso caffè che ti
avevo promesso di passarmi a prendere (io lo avevo invitato a casa mia per un caffè)
perché magari avevi anche bisogno di un poco di conforto in quel periodo ma io a causa
di mille impegni non ero riuscito a passare e allora pregavo il Signore che ti ristabilisse.
La domenica prima del tuo risveglio (avvenuto il giorno dopo) ero in chiesa e durante la
preghiera continuavo a chiedere al Signore di guarirti. All'improvviso sentii una voce al
cuore che mi disse: «Guido si è svegliato!» Pensai fosse la mia immaginazione e peccai
non credendoci. Ma il giorno dopo, mentre ero in macchina, ripensai a quello che era
successo in chiesa e fu lì che Elia, mia moglie, mi disse che ti eri svegliato dal coma!»
Molti possono pensare che tutto questo è frutto di una suggestione mentale, ma io so
con certezza che determinate cose può farle soltanto l'Iddio Onnipotente attraverso
lo Spirito Santo.
Ritornando al racconto...
due giorni dopo il mio risveglio dal coma, mi portarono al reparto di medicina, in una
stanza con due soli letti. Nel letto vicino al mio c'era un uomo malato di tumore. Cercai
in vari modi di parlargli di Gesù e del Suo immenso amore per l'uomo, immenso a tal punto
da donare la Sua vita sulla croce per il nostro perdono da ogni peccato e per donarci la
vita eterna. Ma notai che la disperazione si era totalmente impadronita di lui. Confido in
Dio affinché le mie insufficienti parole non siano cadute nel vuoto. I numerosi fratelli
che venivano a trovarmi e le preghiere che facevo insieme a loro colpirono sicuramente
il suo cuore. Infatti notavo che s'informava di me chiedendo chi fosse tutta quella gente
che veniva a farmi visita. Era così numerosa che l'infermiere era costretto a far uscire
qualcuno dalla stanza per paura che non circolasse l'aria. Cinque giorni dopo lasciai
l'ospedale. Quando mia moglie ritornò nella segreteria dell'ospedale per richiedere la
cartella clinica, gli dissero che quell'uomo era morto. Chissà se ha accettato Gesù come
suo personale Salvatore, accettazione necessaria per accedere alla vita eterna con
Cristo!
Qualche giorno
dopo, mia moglie andò all'ospedale nel quale dovevo fare l'operazione al colon, ma
il primario e tutti i suoi assistenti, le dissero che la mia situazione era cambiata
in peggio e che non era possibile fare l'operazione in quanto rischiavo di morire
sotto i ferri e quindi non si assunsero la responsabilità dell'intervento. Ma ciò che
fece traballare la mia fede, furono le parole finali di tutto il loro discorso: dissero
che dovevo tenermi il tumore fino a quando la morte fosse sopraggiunta. Lascio
immaginare quale sia stata la mia reazione. Ma nonostante tutto ero convinto che
il Signore non ci avrebbe lasciato in balia degli eventi... d'altronde se mi ha tirato
fuori dal coma, non potevo morire in quel modo. Anche stavolta la Sua risposta non
tardò. Ci rivolgemmo alla nostra epatologa, la quale valutò meglio la situazione, e
dopo avermi sottoposto ad una cura adeguata, contattò un chirurgo di nota fama e
nel mese di settembre fui operato. Fu pure questa occasione di testimoniare, sia con
la mia vita che con le parole. Regalai il Nuovo Testamento ai compagni di stanza.
Anche gli stessi medici rimasero colpiti dalla mia serenità nell'affrontare l'intervento
visto che non mi avevano nascosto il rischio che correvo. La cosa meravigliosa fu il
fatto che avendomi fatto una T.A.C. si aspettavano che qualche organo (tipo il
pancreas, l'intestino...) fosse stato intaccato dal tumore, ma il risultato andò oltre
ogni loro aspettativa: NESSUN ORGANO ERA STATO ATTACCATO! Il tumore era
stato inglobato da un linfonodo e non aveva permesso che il carcinoma si espandesse
con le metastasi, ma rimase circoscritto e quindi l'operazione riuscì perfettamente.
Alla fine dell'intervento
mi portarono in camera di rianimazione in via del tutto preventiva ed in genere questa
prevenzione dura due giorni. Io rimasi soltanto un giorno e la mattina seguente rientrai
in reparto. Il decorso post-operatorio trascorse bene ed ogni giorno le mie condizioni
miglioravano a tal punto che alla fine della settimana mi dimisero dall'ospedale. Ora sono
in cura da un oncologo e un epatologo. Anche se il mio fegato ancora non si ristabilisce,
io confido in Colui che «avendo iniziato un'opera buona in me, certamente la porterà a
compimento». E poi se il Signore ci dà un cuore nuovo quando ci arrendiamo a Lui,
certamente è Potente da donarmi anche un fegato nuovo essendo LUI il mio Creatore
e Signore! Desidero vivere per amare e servire il mio caro Gesù!
Dio ci Benedica insieme!
Fratello Guido
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