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Sono
nato in una famiglia che non mi ha mai fatto mancare nulla.
In età adoloscenziale, insoddisfatto della mia vita, mi avvicinai
alle droghe, iniziando con l'hashish e ritrovandomi, col passar
degli anni, nel turbine della cocaina e dell'eroina. Una storia
simile ad altre decine di migliaia, anche nel tentativo di venirne
fuori attraverso il ricovero in comunità.
Prima
in una poi in un'altra, ma in nessuna di esse il programma terapeutico fu mai
terminato. Sulle stesse strade dove avevo trovato la rovina, trovai però uno
spiraglio nuovo: un mio amico di disavventure, uscito poi dalla droga con l'aiuto
e l'intervento di Dio. Non potevo non crederlo, il suo attuale stato testimoniava
a suo favore. Ma, nonostante il suo aiuto, la mia mancanza di determinazione
mi condusse all'ennesima arresa.
Successivamente,
quando un incontro sentimentale mi stava dando l'ennesima spinta in più (era circa un
anno che ero lontano dalla droga) arrivò la doccia fredda: gli stessi medici del Servizio
Assistenza Tossicodipendenti (SAT) che mi curavano con il metadone, mi dissero che ero
sieropositivo. Dopo l'amico e la fidanzata, ecco l'intervento della mamma. Nonostante
la diagnosi fosse come una condanna a morte, c'era ancora speranza...
Premetto
che non credevo in Dio. Ma, nonostante ciò, una sera mia madre m'invitò a
partecipare ad una riunione di preghiera. Qui conobbi un ministro di culto a
cui confessai la mia miscredenza. E lui, ponendomi una mano sulla spalla mi
disse: «Gesù laverà tutto con il suo prezioso sangue». Pur non afferrando il
senso di quelle parole, si accese in me la speranza, nacque la fede nel Signore
Gesù.
I controlli
successivi lasciarono i medici sbigottiti e li obbligarono ad ulteriori analisi: dell'HIV
non c'era più traccia! Il sangue di Gesù aveva purificato il mio sangue. Le successive
analisi confermarono l'assenza del virus e i medici, sempre più sbigottiti, non sapevano
dare alcuna spiegazione all'accaduto, ma io sapevo che "Gesù mi aveva guarito".
E le droghe?
Insieme all'HIV, sparirono dalla mia vita i pesi, i dolori e le sensazioni di malessere
che mi conducevano a rifugiarmi nella droga. Una sensazione d'amore, benessere e
pace s'impadronì di me. Ricordo che tornai in camera dove custodivo tutte le droghe
che fino ad allora mi avevano tenuto schiavo. Ne ebbi il più nauseante rifiuto e me
ne sbarazzai per sempre.
All'istante
Dio mi aveva svuotato da quella robaccia, dalla schiavitù della droga e mi aveva
riempito della Sua dolce presenza. La fede ha radici soprannaturali ed il vero
miracolo che Dio ha compiuto nella mia vita è stata la salvezza della mia anima
che oggi custodisco gelosamente.
A chi si
trova a vivere le mie sofferenze di un tempo dico: I MIRACOLI ACCADONO...
BASTA CREDERCI ED APRIRE IL CUORE AL SUO AUTORE: "DIO".
M a r c o
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