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IL CONFLITTO TRA ISRAELIANI E PALESTINESI
Sia i Palestinesi che gl'Israeliani sono posterità d'Abramo e precisamente gli Israeliani sono discendenti di Isacco, figlio di Abramo e di sua moglie Sara, mentre i Palestinesi sono di discendenza di Ismaele, figlio di Abramo e della sua serva Agar. Israele è il popolo del patto con Dio e delle promesse divine, ma la storia biblica attribuisce anche al popolo Palestinese un posto nel piano di Dio e nella storia mondiale. Ma leggiamo attentamente la storia biblica dell'origine di questi due popoli (come abbiamo letto di discendenza dallo stesso padre Abramo), purtroppo, da sempre in conflitto tra di loro.
Or Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Aveva una serva egiziana di nome Agar. Sarai disse ad Abramo: «Ecco, il SIGNORE mi ha fatta sterile; ti prego, va' dalla mia serva; forse avrò figli da lei». E Abramo diede ascolto alla voce di Sarai. Così, dopo dieci anni di residenza di Abramo nel paese di Canaan, Sarai, moglie di Abramo, prese la sua serva Agar, l'Egiziana, e la diede per moglie ad Abramo suo marito. Egli andò da Agar, che rimase incinta; e quando si accorse di essere incinta, guardò la sua padrona con disprezzo. Sarai disse ad Abramo: «L'offesa fatta a me ricada su di te! Io ti ho dato la mia serva in seno e, da quando si è accorta d'essere incinta, mi guarda con disprezzo. Il SIGNORE sia giudice fra me e te». Abramo rispose a Sarai: «Ecco, la tua serva è in tuo potere; falle ciò che vuoi». Sarai la trattò duramente e quella se ne fuggì da lei.
L'angelo del SIGNORE la trovò presso una sorgente d'acqua, nel deserto, presso la sorgente che è sulla via di Sur, e le disse: «Agar, serva di Sarai, da dove vieni e dove vai?» Lei rispose: «Fuggo dalla presenza di Sarai mia padrona». L'angelo del SIGNORE le disse: «Torna dalla tua padrona e umiliati sotto la sua mano». L'angelo del SIGNORE soggiunse: «Io moltiplicherò grandemente la tua discendenza e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa (commento: sono gli Arabi)». L'angelo del SIGNORE le disse ancora: «Ecco, tu sei incinta e partorirai un figlio a cui metterai il nome di Ismaele, perché il SIGNORE ti ha udita nella tua afflizione; egli sarà tra gli uomini come un asino selvatico (nostro commento: la natura combattiva del popolo palestinese); la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli (commento: Dio ha stabilito che anche il popolo Palestinese sarà una nazione, avrà una sede, una terra, che sarà confinante con quella d'Israele)». In seguito... Agar partorì un figlio ad Abramo. Al figlio che Agar gli aveva partorito Abramo mise il nome d'Ismaele.
Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro; e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». In seguito Dio disse ancora ad Abraamo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamare più Sarai; il suo nome sarà, invece, Sara. Io la benedirò e da lei ti darò anche un figlio; la benedirò e diventerà nazioni; re di popoli usciranno da lei». Allora Abraamo si prostrò con la faccia a terra, rise, e disse in cuor suo: «Nascerà un figlio a un uomo di cent'anni? E Sara partorirà ora che ha novant'anni?» Abraamo disse a Dio: «Oh, possa almeno Ismaele vivere davanti a te!» Dio rispose: «No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e tu gli metterai il nome di Isacco. Io stabilirò il mio patto con lui, un patto eterno per la sua discendenza dopo di lui. Quanto a Ismaele, IO ti ho esaudito. Ecco, IO l'ho benedetto e farò in modo che si moltiplichi e si accresca straordinariamente. Egli genererà dodici prìncipi e IO farò di lui una grande nazione. Ma stabilirò il mio patto con Isacco che Sara ti partorirà in questa stagione il prossimo anno». Quando ebbe finito di parlare con lui, Dio lasciò Abraamo, levandosi in alto. Il SIGNORE visitò Sara come aveva detto; e il SIGNORE fece a Sara come aveva annunciato. Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato. Abraamo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito. Il bambino dunque crebbe e fu divezzato.
Sara vide che il figlio partorito ad Abraamo da Agar, l'Egiziana, rideva; allora disse ad Abraamo: «Caccia via questa serva e suo figlio; perché il figlio di questa serva non dev'essere erede con mio figlio, con Isacco». La cosa dispiacque moltissimo ad Abraamo a motivo di suo figlio. Ma Dio disse ad Abraamo: «Non addolorarti per il ragazzo, né per la tua serva; acconsenti a tutto quello che Sara ti dirà, perché da Isacco uscirà la discendenza che porterà il tuo nome. Anche del figlio di questa serva io farò una nazione, perché appartiene alla tua discendenza». Abraamo si alzò la mattina di buon'ora, prese del pane e un otre d'acqua e li diede ad Agar, mettendoglieli sulle spalle con il bambino, e la mandò via. Lei se ne andò e vagava per il deserto di Beer-Sceba. Quando l'acqua dell'otre finì, lei mise il bambino sotto un arboscello. E andò a sedersi di fronte, a distanza di un tiro d'arco, perché diceva: «Che io non veda morire il bambino!» E seduta così di fronte, alzò la voce e pianse. Dio udì la voce del ragazzo e l'angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del ragazzo là dov'è. Àlzati, prendi il ragazzo e tienilo per mano, perché io farò di lui una grande nazione». Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d'acqua e andò, riempì d'acqua l'otre e diede da bere al ragazzo. Dio fu con il ragazzo; egli crebbe, abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco. Egli si stabilì nel deserto di Paran e sua madre gli prese per moglie una donna del paese d'Egitto.
In conclusione Israele sbaglia a ritenere che Dio adempirà le Sue promesse verso di loro unicamente perché sono un popolo che discende da Abramo. Questa è una valutazione molto superficiale, un analisi leggera delle parole di Dio. Occore sempre avere in mente il principio stabilito da Yahwèh: "...IO onoro quelli che mi onorano..." (Rif. Primo Libro di Samuele Cap.2 verso 30) che è sempre valido per tutti, principio che Israele non sta affatto mettendo in pratica avendo rinnegato Cristo Gesù, il Figlio di Dio, Colui che Dio ha stabilito per il perdono dei peccati e per la salvezza dell'anima.
Leggevo in questi giorni un titolo di un articolo postato sul web che diceva: "I giovani evangelici diventano filo-Palestinesi. Ebbene noi, Cristiani Evangelici di FontediVitaGroup, diciamo: "Nessuno spostamento... permane l'innata simpatia per il popolo Ebreo, tuttavia, non faremo mai giudizi per il mondo arabo verso cui, seppur per cultura e religione distante da noi, manifestiamo l'amore di Dio... e PREGHIAMO affinché Israeliani e Palestinesi (ed Arabi in generale), ma non solo, possano essere conquistati dall'amore di Cristo Gesù il Signore, unico Salvatore del mondo".
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