COLLEGAMENTO IDRICO
«A chi ha sete IO darò gratuitamente della fonte dell'acqua della vita» (Rif. Libro dell'Apocalisse Cap.21 verso 6)
In un villaggio
in cui ogni fattoria aveva il proprio pozzo, solo una casa aveva
l'acqua corrente. Essa proveniva da una sorgente che scaturiva
da un terreno privato situato su un'altura, ed era raccolta in un
serbatoio. Una canalizzazione aveva permesso di collegare cucina
e sanitari e di disporre gratuitamente di acqua in abbondanza. Unico
problema: quell'acqua era fortemente calcarea. Gli apparecchi si
incrostavano rapidamente di calcare e gli utensili da cucina si
ricoprivano di una patina biancastra.
Un bel giorno, il sindaco informò la popolazione che tutto il paese
sarebbe stato collegato alla rete regionale d'acqua filtrata e trattata.
Per allacciarsi occorreva semplicemente presentare domanda. E così fu.
Non c'era bisogno di cambiare le tubazioni, bastava un collegameno e lo
stesso apparecchio avrebbe funzionato come prima, l'acqua, però,
sarebbe stata diversa. Facciamo una piccola applicazione morale:
il CALCARE ci fa pensare al peccato che
intorbida e incrosta la nostra vita e s'infiltra in tutte le nostre attività.
Esso si presenta sotto varie forme: vanità, egoismo, disonestà, odio,
invidia, desideri carnali...
Ma la soluzione esiste: un "COLLEGAMENTO"
con un acqua pura. Dio dice: «Vi aspergerò d'acqua
pura... IO vi purificherò di tutte le vostre impurità» (Rif.
Libro del profeta Ezechiele Cap.36 verso 25). L'acqua pura di cui
parla la bibbia è l'immagine della vita donataci in abbondanza dal Signore
Gesù che ne è la SORGENTE perfettamente
pura e inesauribile. Dal momento del "collegamento" (cioè il dimorare
in Gesù di cui si parla nell'Evangelo di Giovanni al Cap.15 verso
4) la "nuova vita" utilizzerà le nostre stesse membra di prima, le
stesse facoltà: energia, intelligenza, memoria, ma lo farà in modo
CONFORME alla volontà del Signore.
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| GESU' E' LA SOLUZIONE |
L'angustia è una condizione che lascia l'individuo privo di fiducia, di forza d'animo, con il cuore afflitto, la mente confusa e lo spirito abbattuto. Un po' come un volatile che, volendo prendere il volo non può farlo, perchè ha le ali tarpate. A VOLTE CI SI SENTE PROPRIO COSI', VERO? Il nostro Padre celeste, attraverso l'apostolo San Paolo, oggi ci dice: «Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Rif. Epistola ai Filippesi Cap.4 verso 6). Dio ci chiede questo, non perchè Egli non conosca noi stessi e quello che stiamo provando o attraversando, ma perchè vuole da parte nostra che ci affidiamo pienamente a Lui. Scendiamo quindi sulle nostre ginocchia in preghiera, apriamoci a Lui attraverso un sincero e rispettoso dialogo, e supplichiamolo con tutto il cuore nel nome di Gesù. Nello stesso tempo, impariamo a ringraziarLo anticipatamente per quello che farà, rimettendoci - in fede - comunque alla Sua sovrana volontà!