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Gesù
Cristo non è venuto sulla terra con uno scopo di carattere sociale,
né umanitario, benché sia passato di luogo in luogo facendo
del bene, guarendo gli ammalati, nutrendo le folle, consolando
gli infelici. Ha rifiutato la regalità di cui le folle volevano investirlo
dopo il miracolo dei pani. (Rif. Evangelo di Giovanni Cap.6 verso 15)
E' stato invitato
da qualcuno a fare da arbitro in una disputa riguardo a un'eredità
ed Egli rispose loro: «Chi mi ha costituito su di voi giudice?»
(Rif. Evangelo di Luca Cap.12 verso 13)
Raccomandò
l'ubbidienza a Cesare, e quanto a Se stesso dichiarò a Pilato: «Il mio
regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo,
i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani
dei giudei; ma il mio regno non è di qui!» (Rif. Evangelo di Giovanni
Cap.18 verso 36)
Gesù ha
rifiutato di essere proclamato re e giudice perché non era quello lo
scopo per il quale era venuto sulla terra... il suo scopo era
tutt'altro e ci viene definito chiaramente da Lui stesso: «Il
Figlio dell'uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito».
(Rif. Evangelo di Luca Cap.19 verso 10)
Se affidiamo
la nostra vita nelle mani di Cristo potremo vivere festanti il Natale cioè
la nascita di Gesù nel nostro cuore, non solo in questa data (fra
l'altro stabilita dall'uomo religioso del mondo pagano) ma tutti i giorni
della nostra vita.
Un autore
cubano ha scritto i seguenti versi dal titolo: «Il Natale è nostro!»
Mentre il mondo celebra questo evento senza pari con banchetti e vino,
con regali e giocattoli, ricordiamo amici miei: Il Natale è nostro! Non è
una festa adatta per l'uomo che vuol divertirsi, né tanto meno una festa
per il ridere ed il cantare. «Gesù nacque per la nostra salvezza»
ma oggi l'uomo ha bisogno che rinasca nel suo cuore questo Gesù che
offre abbondante pace e amore.
«A natale e non solo:
CELEBRIAMO IL NOSTRO RE!»
La
Redazione
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