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«LA TERZA ETA':
PREGIUDIZI SULL' INVECCHIAMENTO
»

L'atteggiamento di molti verso gli anziani deriva dal pregiudizio e dall'ignoranza sulle loro capacità. Uno dei motivi di maggiore apprensione che si manifestano nella vecchiaia è costituito dalla perdita dell'indipendenza. Infatti, per alcuni anziani, l'avanzare degli anni porta con sé la perdita della capacità di provvedere a sé stessi. Così, spesso, i vecchi vengono considerati come zavorra da abbandonare e da essi ci si aspetta che presto sgombrino il campo della vita e si preparino a morire.

Ma è giusto che gli anziani stiano con le mani in mano, rassegnati davanti all'incomprensione di chi li giudica ormai inutili e ingombranti? Forse il timore di un simile destino aveva indotto il salmista Davide a supplicare Dio con le parole che sono riportate nel Salmo 71 dal verso 9 al 18 che affermano: «Non respingermi nel tempo della vecchiaia, non abbandonarmi quando le mie forze declinano.... E ora che sono giunto alla vecchiaia e alla canizie, o Dio, non abbandonarmi». Questa espressione sincera da parte del salmista rivela che, nel Libro Sacro, i timori e le preoccupazioni umane non restano senza commento, così che la vecchiaia, con tutti i connessi problemi, dovuti alla diminuzione del vigore fisico, viene affrontata in modo realistico.

Nello stesso tempo la Bibbia si preoccupa d'insegnare che, in presenza di Dio, le persone conservano il loro valore indipendentemente dalla loro età e dalla loro posizione sociale. Da ricordare anche il quinto comandamento che afferma: «Onora tuo padre e tua madre». Ciò evidenzia che i genitori devono essere assistiti e curati nella loro età avanzata. Nei proverbi di Salomone questo pensiero viene espresso molto chiaramente: «Da' retta a tuo padre che t'ha generato e non disprezzare tua madre quando sarà vecchia» (Rif. Libro dei Proverbi Cap.23 verso 22).

La nostra società ha ormai la tendenza a definire l'anziano come un essere inutile, che non è più in grado di rendere e di produrre. Allora è meglio per lui che si prepari a partire ed a «sgomberare la strada della vita agli altri». Questo stato di cose condiziona le persone anziane al punto che esse finiscono col convincersi della propria inutilità e con l'essere spinte pian piano verso la sedia a dondolo, non per necessità, solo perché capiscono di non avere altra scelta.

Ho assistito, nella mia vita, a dialoghi tra persone che parlavano dei vecchi come oggetti ormai inutili, talvolta ridicoli. Ed ecco che gli anziani esclamano: «Meglio morire che avere una sorte simile!» Certo, con l'avanzare degli anni, l'organismo perde la propria capacità di ripresa. Ma questo non vuol assolutamente dire che i pensionati o gli aspiranti pensionati siano condannati a divenire degli esseri inermi. Spesso si alimenta il falso concetto in base al quale l'invecchiamento equivarrebbe all'incompetenza.

Ecco un altro «mito» da sfatare! Infatti tanti uomini e donne che hanno oltrepassato una certa età non soltanto sono capaci di lavorare, ma anche d'impegnarsi durante il periodo del pensionamento, in svariate attività in seno alla comunità.

Inoltre si pensa che gli anziani siano in uno stato di costante depressione psichica, ma la verità è che, come categoria, non sono più depressi di altri. Dal momento che sappiamo con certezza che una delle principali cause della depressione, ad ogni età, è la mancanza di stima in se stessi, diventa importante fin da giovani costruire un concetto sobrio ed equilibrato di se stessi. E' bene, quindi, considerare la vecchiaia non più come «un mucchio di stracci da buttare nella spazzatura» ma come un passaggio«significativo della nostra esistenza terrena». Se questi sentimenti positivi si consolideranno, diminuirà anche l'incidenza dei fenomeni depressivi.

Si sente inoltre dire che gli anziani non sarebbero in grado di partecipare alla vita pubblica ne d'interessarsi ad essa. Diciamo subito che ciò non è vero, perchè le persone anziane hanno più tempo da dedicare e più esperienza per affrontare i problemi sociali, rispetto alla gente che lavora e che è totalmente assorbita dai propri impegni. Anzi, sono proprio gli anziani che, ormai disimpegnati dagli interessi strettamente personali e di carriera, possono concorrere con generosità all'edificazione della società.

Certamente nella società in cui viviamo quella della vecchiaia è un problema arduo da affrontare, perché la stagione preferita rimane la primavera della giovinezza. Infatti non è un segreto che oggi viviamo in una società orientata ad idolatrare la gioventù, una società in cui si lascia intendere che dopo i cinquant'anni sei già «una persona superata» e dopo i sessanta puoi startene tranquillamente fra «i ferri vecchi».

Eppure, per quanto si voglia ignorare ed allontanare il processo d'invecchiamento, dobbiamo riconoscere che ciascuno di noi prima o poi dovrà prepararsi ad affrontarlo. Come cristiani siamo sorretti dalla convinzione «facente parte della nostra fede» secondo cui Dio ha cura di noi in ogni periodo della vita.

Diversamente dalla società, Dio non ci mette nel dimenticatoio, Egli ci ama qualunque sia la nostra età. Anche noi, in quanto popolo di Dio, vogliamo essere sorgente di sentimenti e di amore, rendendo onore e dignità ad ogni persona, qualunque sia la sua età ed il suo stato di salute.

E ricordiamoci: «Guai se non ci fossero i vecchi!» Tutti noi, anche chi ancora non è diventato nonno, dobbiamo prendere atto che la vecchiaia costituisce oggi un problema capitale perchè il numero delle persone anziane sta aumentando progressivamente e quest'incremento esige un adeguato aiuto per favorire l'integrazione sociale.

Oggi la vita delle persone anziane è resa ancor più difficile da una società che predica continuamente la logica della produttività a tutti i costi. Eppure questa stessa società ha bisogno delle persone anziane, della loro saggezza, del loro affetto e delle loro esperienze di pensiero e di vita.

Invio un messaggio a tutti i nonni, gli anziani ed i pensionati....ecco la vostra essenziale missione da svolgere nella società e partire dalla vostra famiglia:

- Risvegliare i veri valori nella coscienza di ogni persona.

- Diffondere intorno a voi il calore umano.

- Ridare equilibrio alle relazioni personali fra uomini di generazioni diverse.


In conclusione:
L'amore, che dev'essere la radice di ogni vita, porterà la vita stessa a manifestarsi nelle sue più alte qualità.


Dio benedica tutti... piccoli, giovani e anziani!


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