CONOSCI DIO?
«Puoi forse scandagliare le profondità di Dio, arrivare a conoscere appieno
l'Onnipotente?» (Rif. Libro di Giobbe Cap.11 verso 7)
La domanda mette un certo imbarazzo a molte persone, anche a quelle più religiose.
Chi è Dio e cosa significa conoscerLo? Le opinioni dell'uomo intorno a tale soggetto
sono davvero innumerevoli e comunque tutte insufficienti. Anche oggi, come ad Atene
al tempo dell'apostolo Paolo, ognuno ha il suo dio che può essere una statua dinanzi
alla quale prostrarsi o semplicemente un'idea personale oppure un pensiero filosofico
che uno si è creato. In entrambi i casi abbiamo il prodotto dell'immaginazione
umana, non la conoscenza di Dio.
Avere la pretesa di conoscere Dio con la nostra mente significherebbe che noi stessi
siamo dei o che Egli sia un uomo come noi. Amici lettori, per conoscere Dio abbiamo
bisogno ch'Egli si riveli all'uomo. E poi quello che non possiamo conoscere da soli,
Dio lo rivela nella sua santa Parola: la Bibbia. Essa mostra all'uomo chi è Dio
e come possiamo avvicinarci a Lui. Paolo annunciava agli ateniesi che il Dio che
essi non conoscevano ha creato i mondi e dà vita ad ogni essere sulla terra.
Dio non è affatto lontano dagli uomini e (lo si creda oppure no) presto giudicherà
il mondo per mezzo del Suo Unigenito Figliuolo risuscitato dai morti. Ma prima
del giudizio, Egli ha un desiderio: «Vuole che tutti gli
uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti, c'è un
solo Dio e anche un solo meditatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù
uomo» (Rif. Prima Epistola a Timoteo Cap.2 versi 4 e 5).
Perciò amici «Il Signore non ritarda l'adempimento
della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi,
non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento»
(Rif. Seconda Epistola di Pietro Cap.3 verso 9).
Proponiamo anche la seguente lettura con argomento correlato:
| DIO E' AMORE |
L'angustia è una condizione che lascia l'individuo privo di fiducia, di forza d'animo, con il cuore afflitto, la mente confusa e lo spirito abbattuto. Un po' come un volatile che, volendo prendere il volo non può farlo, perchè ha le ali tarpate. A VOLTE CI SI SENTE PROPRIO COSI', VERO? Il nostro Padre celeste, attraverso l'apostolo San Paolo, oggi ci dice: «Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Rif. Epistola ai Filippesi Cap.4 verso 6). Dio ci chiede questo, non perchè Egli non conosca noi stessi e quello che stiamo provando o attraversando, ma perchè vuole da parte nostra che ci affidiamo pienamente a Lui. Scendiamo quindi sulle nostre ginocchia in preghiera, apriamoci a Lui attraverso un sincero e rispettoso dialogo, e supplichiamolo con tutto il cuore nel nome di Gesù. Nello stesso tempo, impariamo a ringraziarLo anticipatamente per quello che farà, rimettendoci - in fede - comunque alla Sua sovrana volontà!