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Supplizio per cui
il condannato viene legato o inchiodato su una croce. Primitivamente si usava un palo centrale dove il condannato veniva legato. Bassorilievi antichi ritrovati, fanno notare che era una pena molto conosciuta ad Assiri, Persiani, Cartaginesi ed Egiziani. I Romani modificarono poi il palo aggiungendo un ulteriore palo trasversale; da essi gli Ebrei appresero la crocifissione vera e propria. La morte sopravveniva a seguito di una lenta asfissia, dopo molte ore ed alcune
volte giorni. Talvolta spezzavano le gambe per affrettare la morte.
«I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo e poi
anche all'altro che era crocifisso con Lui; ma giunti a Gesł, lo
videro gią morto e non gli spezzarono le gambe»
(Rif. Evangelo di Giovanni Cap.19 versi 32 e 33)
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